Il mondo con la m minuscola non è affatto bello Jacobil. Ti ho detto del rumore che fa filtrando attraverso i fori della tapparella abbassata per tenere fuori la calura? E di tutte le libellule blu nel giorno in cui mi sono nutrita solo di ananas e km? E’ bello qualche volta smarrirsi. La tempesta smette di esser tempesta. Per un attimo non bagna. Non approfondiamo, non. Non usciamo dallo scantinato. Ci vuole un coraggio che travalica il coraggio. E la paura. E cosa potrei dire Jacobil? L’incandescenza di queste mani che si avvicinano ad un oggetto bagnato dal desiderio toccano solo la zona d’evaporazione che lo precede e mai null’altro. Nuovi stati altri, situati ben al di fuori di noi e che non ci sarà mai dato raggiungerli. E ogni nuova ora non è mai simile alla precedente, e arriva a iscriversi accanto ad un’altra che non mi sembra possibile ci siano 60 minuti nel mezzo. 60 minuti di meccanica, diodi accesi o non, modelli matematici per spiegare moti relativi di corpi composti. E io come devo muovermi Jacobil? Il mondo con la m minuscola non è affatto bello, e qualche sera fa dovevo incontrarlo in una balera ma sono riuscita a servir solo mancanza e improvvisata distanza. Sono andata ai piedi dei monti a sentir l’acqua gelida del fiume scorrere sotto i piedi, e stavo bene così. Stavo bene lì. 

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