Non è necessario il gesto che non è mai arrivato. Era solo una facciata. Il vento smuove la percezione. Vedo case senza stanze. Coperta fino al naso, immobile nel letto, sudando e ripetendo mentalmente parole che adesso non vogliono dire niente. Suoni che si allontanano gli uni dagli altri. Qualcuno con le mani nelle tasche della giacca plasma la prossima morte e te ne mostra la trasparenza. Parla di social, tredicesime e panni sporchi da lavare. Oggetti per la pulizia cominciano a levitare nell’immaginazione. Si muovono per impulsi istantanei. Qualcuno finirà si farà male. I poliziotti hanno bevuto urine anarchiche. Qualcuno si è messo ad applaudire. Ho visto una donna con la bocca cucita, urlare forte dal naso. Non c’era nessuno ad applaudire. Mani in corso di frammentazione, scrittura che scompare come scompaiono l’amore, l’amicizia, i vicoli ricorrenti negli incubi, il mare in inverno…..tutto questo è interiore. Forse per questo scelgo di vivere sola e non fare quasi niente. La pioggia pulirà mai i vetri della finestra? Sotto un cielo gelido intanto scrivo, scrivo per vedere cosa succede a stare immobile e non per piacere. 

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