né più né meno di quello che possiamo. essere io. tu. più neutrali di così. questo spenderci cadenzato, seppure l’hai permesso, non dà quiete ma non dà dolore.
questa lieve febbre dalla notte si trascina, si trascina in giorno, ci consuma il buio. si torna da una zona di niente, si cerca di capire… fin dove bisogna coprirsi. finché non si stanca l’anima ad aspettarsi o rincorrersi. sarà il fiato a venir meno? e non ci vedo follia nel mio confondermi più del normale se non liberi mai niente in più. coraggio è solo una volta.

io credo che è da qui che ricomincia, dove io comincio a finire, se proprio deve.

 

e se l’oplà porta l’eco del sogno. 

in coscienza

rispondo peccato. sì, peccato. ma non pensiamoci più. 

coraggio è solo una volta. 

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