Il dispiacere ha comunque un corpo in mostra e facce stropicciate, invece niente. Ci sono molti modi per riparare, ho visto gente con cemento, chiodi, colle, puntine, silicone ridare vita a cose che sembravano ormai perse, crepate, rotte per sempre. Ma nessuna riparazione è mai partita per concludersi con l’immobilità. Ci sono situazioni invalidanti, davvero. Ci sono persone conciliati. Ma altre, davvero…

Siamo veri nel tempo limitato della pronuncia del nostro nome, nel tempo dato e poi negato, nel piccolo spazio aperto intorno a noi, e nel vuoto poi propagato dentro noi.  Certe volte siamo più veri nell’atto del sottrarci, negli atti mancati. Nel bene, nel male. Un dono di continuità. Continuità con ciò che si è. Con quello che si dice. Altri gradini di sensibilità, senza soglie di dolore per i lamenti della mente, se il mondo conoscesse solo la musica della parola abbraccio.

Non ho condizioni necessarie per partire, solo appena sufficienti, eppure spingono. 

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