C’era un bivio? Cosa dovevo rispondere? Sono qui ora. Ma il qui e ora cosa comprende? Quest’ultima l’ho tenuta . Come l’ultimo sorriso inviato dal camper appena avuto. Io lo voglio diceva. Se non ce l’ho entro domani, poi domani sera non lo voglio più. Sono come bambino. l’ho superato io il bivio, pranzando con Stecca. Stecca non è mai felice. Forse neanche serena mai. E non vorrei. Ma si ostina, lei ce l’ha la pazienza del rattoppare, riprovare, anche urlando, ma almeno tenta. Io distruggo. Muta. Anche solo con il pensiero. I miei pensieri hanno la potenza di un pozzo di petrolio quando esplode. E se li tiene dentro i messaggi letti partiti per altre destinazioni e questo la rende scura.  Poi dice aspetto un poco. Io continuo a esercitarmi con i pendoli. Scopro che mi piace. Ho una pista di fili da seguire, sento il richiamo, anche quando mi sorprendo a virare proprio l’attimo prima. Come in libreria, mi sembrava di aver la certezza che la testa dicesse Infinite Jest, ma poi la mano ha afferrato Re Pallido. non so perché è accaduto. forse lo scoprirò leggendo. Ho passato la serata con gli occhi addosso ad un Einstein innamorato di Mileva e fisica. E’ quasi confortante sapere che anche lui amava e soffriva.

“se potessi guardare dal buco della serratura! quando si prepara un esame del genere ci si sente una tale responsabilità per tutto quello che si pensa e si fa che sembra di essere in prigione. Non le pare? Grossman e io ridevamo molto di queste cose mentre stavamo studiando per lo stesso esame, anzi, a essere sinceri, dovrei dire: “A vederci, ridevamo, ma dentro piangevamo”. (lettera a Mileva del settembre 1899)

Le ho divorate quelle 130 pagine, dovevo riempire una certa somma di mancanze. una su tutte è quella di CASA.

Poi mi sono interrogata un po’ su questa città. cosa pensano e dove vanno tutti quelli che camminano? e la voce la alzano sempre le stesse persone? solo a me sembra che ci siano sempre le stesse facce? solo io ho la sensazione che ce la raccontiamo. che ci stiamo parlando sopra? l’indifferenza, il tacito consenso sembrano impossibili da distruggere. più dei pendoli.

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