La lingua non sa più dire, e gli occhi hanno disimparato a leggere. I giorni si slabbrano e seppur abbiano una misura in più non riesco ad entrarci. Eternità senza trama ne bellezza,silenzio e piani sequenza lungo strade dissestate. Continua imperterrita la mania di comprar semi che puntualmente non pianto.

Pianto è solo dagli occhi.

Passo troppo tempo dentro di me, sono la mia coinquilina scomoda, quella che non fa mai entrare la luce, e che continua a farsi soffocare dall’aria viziata delle radici, senza diventar mai ramo, o foglia o fiore.

Ho gli stessi lineamenti di Madre, e di lei ho raccolto anche tutti i segni mescolandoli poi con  i miei. Li ho su tutto il corpo, sopra e sotto la pelle. Solo sotto non ci stavano più, e hanno cominciato a spingere a farsi strada. Per fortuna li vedono ancora in pochi, a parte me.

C’ho provato a guarirla, Madre. Dalla depressione, dall’ansia,  dalla mia nascita. Ho fatto sempre male. Mi sono sempre fatta male. Pianto è solo dagli occhi. Non ha voce. Rassicurante. Pretende, supplica, chiede conforto, è capricciosa, appiccicosa come sanguisuga. Si riprende tutto, si riprende. Nell’annullarti, nuova forza e vigore. Pianto è solo dagli occhi. Occhi che non hanno storie da raccontare. Solo da nascondere. E non rivedere mai più.

Ho provato anche ad abbracciarla, a volte, Madre. Adesso non lo so fare più. Non ne sento l’esigenza. L’urgenza.

E questo è uno dei desideri che mi mancano di più.

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