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non ricordo mai i sogni, dovrei cominciare ad annotarli. di gran lunga preferisco quelli da sveglia. in sogno perenne. insonnia perenne.
chissà perchè sopporta tanto. non vorrei essere stata nei suoi panni se non limitatamente ai contorni di qualche fotografia se ci penso bene. apro gli occhi e non guardo in cassetti senza fondo. solo qualcosa che volò e svanì. quante cose in una vita e due parole. solo qualcosa che volò.
qualcosa non ci fa dormire la notte. magari fosse solo malinconia. eppure dovevamo immaginarlo, che non erano concessi ripensamenti. l’orgoglio ci divide e ci accomuna. disegni di un bimbo, in verticalismi da sognatore nostalgico.
riempio posaceneri vagando in un diario a fumetti, le emozioni sono immagini, tenerezza e delicatezza. viaggiatore passionale con fogli e biro immortali schizzi di paesaggi e volti, in storyboard intimiste. vivi di ricordi. vivo di ricordi.
ho spezzato e ora rimpiango, quasi piango. esattamente come la solitudine nell’alfabeto di un folle, blu, spoglia, fredda, nuda.
rivoglio il mare senza icebarg in cui navigare a colori. rivoglio il 5 e la birra alle 5.
rivoglio pensieri e atomi sintonizzati. rivoglio i ragazzi morti allegri nel mondo prima di ieri. rivoglio i grilli e la morte non esiste. rivoglio il thc a sconvolgere cervelli. con te ci sono stata ma in altra misura.
invidio greta. capricciosa piccola e nera. coccole e fusa concentrate tra le cinque e le sei. ti toglie il sonno quando vorrei farlo io ma in un altra misura.

desiderio svegliato in ritardo urla come un tarlo. c’è un tempo per ogni cosa. vorrei fosse tempo di salvare. l’anima si trova in un globulo, difficile da rintracciare nel tuo sangue. che scemenza sfiorarla e perderla. continua la danza del perdere, perdiamo tutto cio a cui teniamo, perdiamo oggetti cari, città, segnali, voci amate, perdiamo persino noi stessi e ce ne accorgiamo quando è ormai troppo tardi.

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